Conciliare lavoro e famiglia a costo di essere banale

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Oggi mi sono svegliata e ho avuto qualche minuto di calma, leggevo una rivista e sono incappata in un articolo dedicato ad una mamma più o meno della mia età, con una figlia più o meno dell’età dei miei figli, ci sono due grosse differenze però, lei è vedova e io sono separata, lei è ricchissima (perché era ricchissimo il marito) e io no!

Leggendo le sue parole sono arrivata alla conclusione che per conciliare bene lavoro e famiglia in Italia, ancora di più se sei una mamma sola, bisogna essere ricchi, banale, banalissimo ma è così.

Ovviamente vorrei essere ricca, nei miei sogni c’è sempre la vincita al superenalotto anche se gioco rarissimamente :mrgreen:, però non è accettabile che noi donne “normali” siamo costrette a tenere in bilico mille cose per riuscire a “permetterci” di lavorare anche fuori casa.

Questo problema tocca tutta le donne che lavorano, sia le autonome che le dipendenti, senza discriminazione alcuna, tutte le donne pagano questo pesante scotto e le soluzioni? Sono solo le solite?

Asili nido e scuole materne accessibili sia come prezzi che come posti, magari anche pensando bene al metodo didattico passando per Montessori, tanto bistrattato in Italia quanto celebrato all’estero?

Si credo che dovrò essere di nuovo banale, banalissima anzi, dicendo che se vogliamo risollevare la testa come paese dobbiamo cominciare davvero ad eliminare gli sprechi inutili e a dirottare questi soldini risparmiati verso l’attenzione e i servizi alle famiglie, sia le famiglie più “classiche” da Mulino Bianco, sia le nuove famiglie, cominciando anche a cambiare punto di vista sulle donne che sono (siamo!) una forza importantissima per crescere tutti economicamente e socialmente.

La cosa che mi sconvolge è che altri paesi, molto vicini a noi, sono riusciti già nel passato a fare questo e hanno un sistema che funziona perfettamente malgrado la crisi, non dobbiamo inventare niente dobbiamo solo prendere le idee che già funzionano e metterle in pratica cominciando anche a cambiare la nostra mentalità giurassica.

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4 thoughts on “Conciliare lavoro e famiglia a costo di essere banale”

  1. mammapapera says:

    bravissima e bellissimo post

  2. Pingback: Blog Tank: i primi consigli per la conciliazione
  3. Trackback: Blog Tank: i primi consigli per la conciliazione
  4. Lafranci says:

    ciao, è la prima volta che passo di qui 🙂

    delle parole che leggo penso che sarebbe bello vivere da ricchi… purtroppo in Italia non vengono aiutate le famiglie che campano con un reddito medio, figuriamoci le altre…

    Io non sono né vedova, né separata e neanche ho un lavoro fisso (sono una cantante lirica con un bimbo 3n e un marito ingegnere freelance) viviamo in affitto e abbiamo una macchina in comune.
    Pensa che io per la maternità non ho beccato neanche un soldino perché per il comune l’ISE era troppo alto e superavamo, come reddito famigliare, di pochissimo il tetto massimo (quindi troppo ricchi per lo stato) e per l’IMPS, sempre per un pelo, non arrivavo (come ore lavorative) al tetto minimo sufficiente (secondo loro) per poter accedere ad un contributo maternità.

    Ti ho raccontato tutto questo perché anch’io vorrei avere un sacco di soldi. Ma proprio tanti, tanto da non dover girare come un criceto impazzito per trovare un aiutino.
    Si potrebbe fare come in Francia: lì aiutano le famiglie.
    ma chettedevodì…semo in Italia.
    Amen

  5. Mamma e Donna says:

    LaFranci mi sa che siamo in tante a pensarla allo stesso modo, la Francia sarebbe sicuramente un ottimo esempio da seguire…

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