Tutti i bambini sono prodigi e hanno l’avventura nel DNA

Tutti i bambini sono prodigi e hanno l’avventura nel DNAAdesso mi darai della pazza ma io sono convinta che le mamme (e forse anche i papà) si dividono solo in due grandi categorie.

La prima categoria è quella delle mamme entusiaste, quelle che pensano che i propri figli siano dei piccoli prodigi, dei piccoli Mozart o Einstein, qualunque siano le loro doti sono convinte di avere dei figli assolutamente unici che spiccano su tutti gli altri.

La seconda categoria è quella delle mamme preoccupate, amano i loro bambini come le altre (anzi forse anche di più) ma non vedono in loro nessun particolare “prodigio” e sono sempre preoccupate per il loro presente, per i confronti inevitabili con gli altri bambini (i figli delle “entusiaste”) e per il loro futuro.

Nel gorgo dell’essere mamma io mi ritrovo ad oscillare in modo schizofrenico tra l’una e l’altra sponda mammesca, ma poi quando mi metto a ragionare mi sembra chiaro il fatto che hanno profondamente torto sia le preoccupate che le entusiaste.

Ogni bambino è un prodigio, è avventuroso e non conosce la paura, quella paura negativa che frena qualunque iniziativa e qualunque esperimento senza un motivo reale.

Quel tipo di paura immotivata che ti viene quando diventi adulto e, ahimè, cominci ad invecchiare anche se da fuori non si vede.

Quindi come si fa a diventare la mamma ideale di un normalissimo bambino prodigio, senza cadere né in una fazione né nell’altra?

Fidandosi del nano, seguendo l’istinto per l’avventura e frenandolo solo ed esclusivamente se ci sono dei pericoli reali all’orizzonte. Detto così sembra facile, riuscirci è un’altra cosa ma che scelta abbiamo? Dobbiamo riuscirci assolutamente ed evitare di tarpargli le ali sia per troppo entusiasmo sia per troppo disfattismo.

Hanno centrato sicuramente l’obiettivo i genitori di Terje e Jett.

Terje ha quattro anni e stupisce tutti con il suo snowboard. La mamma e il papà raccontano che non c’è pista che può fermarlo, può affrontare qualunque discesa e le piste nere per lui non sono un problema perché fa snowboard da quando è nato.

Jett ha sette anni e fa surf da quando ne aveva due, ha iniziato insieme al papà e non si è più fermato. Lui dice semplicemente “non importa quanto siano grandi le onde, io ci provo”.

Loro l’avventura ce l’hanno scritta nel DNA, sicuramente ce l’hanno anche i miei e tuoi figli, sta a noi aiutarli a tirarla fuori, facciamoci un bell’in bocca al lupo che ne abbiamo bisogno!

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Buzzoole

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