La città dove vivrei è a misura di famiglia

La città dove vivrei è a misura di famiglia

E’ arrivato il 15 anche questo mese, e se riesco a scrivere molto meno di quello che vorrei cerco di mancare il meno possibile a questo appuntamento della Staffetta di BLOG in BLOG.

Il tema scelto sembra fatto apposta per le critiche, alzi la mano chi è soddisfatto dei servizi che la propria città offre a grandi e piccini, scommetto che le mani alzate non sono moltissime…

La città del cuore, la città dove vivrei è una città “a misura di famiglia”.

A misura di famiglia vuol dire che deve essere non solo a misura di piccolissimi, ma che deve pensare ad ogni fascia di età, dal neonato all’anziano, passando per i ragazzini, per gli adolescenti, per i giovani fino a toccare anche gli adulti.

Le amministrazioni locali sono spesso molto miopi e la crisi che ha fatto chiudere tante attività non aiuta, il substrato di città e paesi è sempre più povero di idee e della possibilità di realizzarle.

Per contro mi sembra di scorgere la voglia di fare qualcosa per migliorare le cose anche se le risorse economiche non ci sono, qui nella mia città è di ieri l’ennesima notizia di un bel servizio che è costretto a chiudere, una scuola materna con un doposcuola molto attivo non ha più fondi e da luglio chiuderà i battenti, questa è una sconfitta bella e buona di tutta la comunità.

Sappiamo che i servizi alla famiglia statali sono pochissimi, del tutto insufficienti al bisogno, un esempio lampante sono gli asili nido che sono del tutto insufficienti per il numero di bambini, e non parliamo di costi che le note diventano ancora più dolenti…

Il governo non pare accorgersi del problema che è trasversale a tutto lo stivale, in questo caso non ci sono differenze tra nord, centro e sud.

Gli asili sono solo la punta dell’iceberg, i servizi sono pochi per qualsiasi fascia di età quasi dappertutto, nei piccoli centri per un verso, nei grossi centri per un altro, il risultato non cambia.

Dite che sono troppo sfiduciata? Forse avete ragione un po’ lo sono!

Cerco anche di pensare a come potremmo, noi mamme e papà, riuscire ad invertire la tendenza.

Credo che l’unico modo, mentre aspettiamo di avere un governo più attento e organizzato, sia che dobbiamo rimboccarci le maniche e agire, i servizi bisogna crearseli e per mantenere quelli che ci sono già ma sono a rischio chiusura.

Tu che ne pensi?

Sei sodisfatta della qualità di vita nella tua città?

Questo post partecipa alla staffetta “di BLOG in BLOG” per l’argomento “La mia città del cuore”.

E’ un’iniziativa che parte direttamente dai blogger che propongono, ogni mese, un argomento.

Ogni giorno 15 del mese tanti blogger italiani si passano il testimone in questa staffetta virtuale, raccontando lo stesso argomento con tanti occhi diversi, tante sfaccettature e tante interpretazioni.

Ecco tutti i blog di marzo:

  1. Casa Organizzata
  2. Mammamogliedonna
  3. LeMcronache
  4. Federicasole
  5. Mamma & Donna
  6. SamantaGiambarresi
  7. Il mondo di Cì
  8. Per sempre mamma
  9. Quellocheunadonnadice
  10. Ferengi in Bruxelles
  11. Selima Negro
  12. simona elle
  13. MaisonLab
  14. Pattibum
  15. Fiori e vecchie pezze
  16. La donna che sono
  17. HOME-TROTTER
  18. Illustrando un Sogno
  19. Le mie patate lesse
  20. Letture al contrario
  21. CeciliaKi
  22. CamilleJaval
  23. Before & After
  24. Vita da Stre…Mamma
  25. La Torre di Cotone
  26. Mother of Two
  27. Livin’+Abroad
  28. Lucca guide
  29. I Viaggi dei Rospi
  30. Design Therapy
  31. BLOG A CAVOLO
  32. Vivere a Piedi Nudi
  33. Il caffè delle mamme
  34. Bloc-Notes Viaggi
  35. Udine, la mia città e nonna Pina
  36. GeGeMastucola
  37. La Diva delle Curve
  38. GocceD’aria
  39. Amarcord Barcellona
  40. Il Pampano
  41. Ilsaporedelsole
  42. Con le mani nel sacher
  43. Mammerri
  44. Priorità e passioni
  45. Casa di mamma
  46. Bodò. Mamme con il jolly

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17 thoughts on “La città dove vivrei è a misura di famiglia”

  1. dottoressamarzia says:

    dunque….qualità della vita nella mia città nn tanto…la crisi c’è e si è fatta sentire…
    Dovremmo reagire noi cittadini e fare qualcosa davvero..ma nn so da te ma qui in toscana ognuno pensa per se

  2. Mamma e Donna says:

    Ah pure, qui figurati un po’ in liguria se non è così, siamo chiusi da sempre…

  3. Alessandra says:

    Sicuramente penso che la situazione sia generalizzata e prevalga l’arte di arrangiarsi in cui noi italiani siamo maestri.

  4. Micaela says:

    utopia? speriamo di no!

  5. Giulia nfrt iry Lecci says:

    Indubbiamente dobbiamo fare qualcosa.
    A volte mi scervello sul cosa però e non vedo molte soluzioni anche se per me dovremmo iniziare ad essere un po’ più empatici, meno egoisti e più rispettosi di tutti e tutto.
    Ce la faremo?

  6. Luisa says:

    Ti do ragione!

  7. Federica MammaMoglieDonna says:

    Adoro la mia città, ma quanta strada ci sarebbe da fare per renderla più vivibile… e per dare a tutti la possibilità di accedere ai servizi e alle offerte culturali!!

  8. Patrizia says:

    Mi associo. Ormai ogni istante trascorso in queste nostre città mi fa ricordare quante cose essenziali manchino. Sgrunt.

  9. Cristina says:

    Confesso che anche da me si potrebbe far meglio, ma tutto sommato si percepiscono dei tentativi..è che le amministrazioni comunali sono spesso strozzate dagli enti che stanno loro sopra e non è facile far quadrare i bilanci quando ti tagliano costantemente i trasferimenti. Le tasse che paghiamo dovrebbero restare per la maggior parte ai comuni… Chissà speriamo che si facciano delle riforme più sensate in tal senso, specie per quanto riguarda i comuni con i bilanci in regola..Ottima riflessione la tua, grazie di averla condivisa!

  10. Lallabel says:

    Io vivo in un paesino.. sono abituata a non avere servizi. I tagli ai servizi, soprattutto agli asili, sono tremendi…

  11. Aline SF Persempremamma says:

    eh già troppe cose sono da modificare, ovunque 🙂

  12. CeciliaKi says:

    Io credo che questo sia il momento per riscoprire la SOLIDARIETA’.
    Io vivo a Roma e da noi è iniziata nel condominio (noi lo chiamiamo “palazzo”). Ognuno fa qualcosa per gli altri quando può o quando qualcuno ne ha bisogno. Dalle cose che non butti se prima non hai chiesto a qualcuno se servono, alla spesa fatta per qualcuno che rientra più tardi di te…insomma una staffetta di gesti gentili…è facile e ti fa sentire BENISSIMO! 🙂
    Un abbraccio, non ti perdere d’animo!!
    CK

  13. camillejaval says:

    Bel post cazzuto e grintoso….

  14. Federicasole says:

    Come darti torto?Quando allattavo sognavo posti dove poterlo fare da seduta o un fasciatoio per cambiare la piccola e mi avevano dato una cartina di Siena dove era possibile trovare questi servizi per mamme e neonati, ma chissà come mai nella realtà non era mai così…..c’è ancora molto da fare dalle cose più piccole e semplici a quelle più grandi e importanti, come l’abbattimento delle barriere architettoniche…..ti appoggio completamente.

  15. antonella says:

    per fortuna le cose stanno migliorando però le risorse economiche osno sempre meno e i servizi che tagliano sono quelli utili per le famiglie, che tristezza!

  16. Lali says:

    Penso che abbaimo davvero tantissimo da fare e che dobbiamo mobilitarci tutti insieme…a volte si fa più in fretta a criticare che a rimboccarsi le maniche e agire davvero!

  17. simona - ilpampano says:

    Bellissimo post, che dirti siamo tutti sulla stessa barca, nord o sud fa poca differenza. Ma se non ci togliamo di mezzo una classe politica lontana dai bisogni del paese e non diventiamo un paese in cui pagare tutti le tasse perchè così potremmo avere servizi di qualità… non andremo da nessuna parte.

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