Gravidanza, toxoplasmosi e gatti: corro dei rischi?

Gravidanza, toxoplasmosi e gatti: corro dei rischi?

Ritorno a fare uno di quei post a tema medico che rientrano a pieno titolo tra i consigli che do grazie alla mia laurea.

Toxoplasmosi in gravidanza fa paura e dappertutto si legge che la colpa è del gatto di casa, questo mito è da sfatare e quindi andiamo a vedere nel dettaglio cos’è la toxoplasmosi, perché è pericolosa per i piccoli nella pancia e come si prende se mancano gli anticorpi.

Prima di tutto appena sei sicura di essere incinta (o anche prima), se non li hai ancora fatti prima, chiedi al medico di prescriverti l’esame del sangue per rilevare i marker della malattia. Quando arrivano i risultati saprai subito se:

1. sei già stata contagiata prima e quindi sei immune ad un nuovo contagio. In questo caso troverai solo le IgG posivive, mentre le IgM saranno negative.

2. se per caso hai la toxoplasmosi in atto e quindi bisogna intervenire subito (può succedere perché è quasi sempre asintomatica, di conseguenza puoi averla o averla avuta senza essertene accorta). In questo caso troverai IgG negative e IgM positive oppure IgG e IgM entrambe positive.

3. non l’hai mai avuta, in questo caso da ora in avanti e fino alla fine della gravidanza, devi fare un pochino di attenzione e seguire poche regole igieniche. In questo caso troverai  sia IgG che IgM negative.

La toxoplasmosi è una malattia portata da un protozoo intracellulare obbligato, il toxoplasma gondii, chein genere non da sintomi o da pochi sintomi aspecifici come una banale influenza e non è pericolosa, diventa pericolosa solo in gravidanza per il feto e nei soggetti immunodepressi.

Come avviene il contagio?

Ci si ammala solo per ingestione del del parassita che si trova nelle carni di animali infetti (se consumate crude e poco cotte), nelle feci dei gatti (che non prendono la malattia ma “trasportano solo il parassita”, e dalla terra quindi da verdura o frutta di bosco mal lavata (cioè tutto quello che può venire in contatto con terra e feci di gatto).

Quindi cosa si deve fare con il gatto di casa? Niente di più di quello che facciamo sempre: cioè dopo aver pulito la cassettina igienica lavarsi bene bene le mani, ma sono sicura che già lo fai.

Per tutte le altre possibilità di contagio ecco le norme igieniche da seguire:

1. Lava bene frutta e verdura cruda, puoi usare dei disinfettanti che si trovano in farmacia oppure anche dei disinfettanti naturali. Fai un risciacquo anche per frutta e verdura in busta, meglio essere ultra sicuri…

2. Mangia solo carni ben cotte anche all’interno, per questi mesi evita carpaccio e carne al sangue.

3. Gli unici insaccati concessi sono quelli cotti (ad esempio prosciutto cotto e mortadella), quelli crudi ricomincerai a mangiarli dopo il parto.

4. Lavati spesso le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver maneggiato cibi crudi.

5. Non mangiare il pesce crudo, non porta la toxoplasmosi ma altre infezioni come la salmonella, meglio evitare!

6. Terra e giardinaggio non sono vietate ma mettiti i guanti e lavati sempre bene le mani dopo aver finito.

7. Tieni il tuo gatto come sempre, come un membro di famiglia e lascialo arrotolare sul pancione mentre fa le fusa, è dimostrato che le fusa sono un calmante naturale anche per i piccoli nella pancia di mamma.

P.S. io ho da sempre più di un gatto in casa, da bambina ero sempre attaccata a gatti anche randagi e quando ho fatto il test in gravidanza il risultato è stato negativo, a dimostrazione che basta seguire normalissime norme igieniche (immagino che anche tu normalmente non ti metti in bocca le mani dopo aver cambiato la lettiera e te le lavi immediatamente) e non mandare via un membro della famiglia di cui siamo responsabili anche legalmente.

Buone fusa…

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