Mononucleosi con i bambini e a scuola

Mononucleosi con i bambini e a scuola

Siamo genitori e le malattie infettive, inutile negarlo, ci fanno sempre tanta paura.

Però i bambini vanno a scuola e all’asilo, sono in tanti tutti insieme, toccano dappertutto, si mettono le mani in bocca e i germi passano da uno all’altro con grande facilità, succede e non c’è niente che possiamo fare per evitarlo e probabilmente se potessimo evitarlo sarebbe anche peggio.

Negli anni scorsi noi ci siamo imbattuti in qualche malattia esantematica, la varicella su tutte, che mi sono presa anch’io a 40 anni (evviva!) e anche nella Mononucleosi, malattia virale causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), parente stretto degli Herpes Virus.

Quando è successo i miei figli erano entrambi a scuola materna, ci fu un caso e poi il contagio a noi e a qualcun’altro.

Dico a noi perché anche in questo caso i frugoletti hanno poi contagiato anche me.

Forte della nostra esperienza voglio raccontarvi qualcosa su questa benedetta “Malattia del Bacio”, chiamata così perché si trasmette con la saliva ed è frequente beccarsela negli anni dell’adolescenza con i baci e i primi fidanzatini.

Tanto per cominciare dico una cosa che sarà molto sgradita a tante mamme: né i genitori dei contagiati né la scuola ha l’obbligo di segnalare gli eventuali casi di mononucleosi.

Questo perché:

1. è una malattia che ha un decorso quasi sempre benigno, soprattutto nei bambini e nei giovani spesso e asintomatica o quasi, tanto che è possibile non accorgersi di averla presa o scambiarla per una banale influenza.

2. chi l’ha contratta (sia in forma asintomatica che con disturbi vari) resta infettivo almeno fino a 6 mesi dopo la guarigione e spesso anche oltre, quindi è impossibile tenere i bambini a casa fino alla fine del periodo infettivo ed è difficile spiegare ai piccoli come evitare il contagio.

Per questi motivi anche se la scuola di avverte con quei foglietti in bacheca che dicono “si è verificato un caso di…” vi mette in allarme ma non c’è niente che nessuno possa concretamente fare.

Avendo visto come è stato il decorso per me da adulta e per i miei bambini che all’epoca avevano 4 e 5 anni dico che sono molto contenta che se la siano presa in quel momento (io invece l’avrei evitata, ma questa è un’altra storia…).

Loro hanno avuto dei disturbi minimi, appunto come un’influenza blanda, mentre io sono stata molto male, peggio di quando ho preso la suddetta varicella l’anno precedente, anzi molto peggio!

Tutti i sintomi relativi a sistema nervoso centrale, faringe e tonsille me li sono fatti con gli interessi, ricordo ancora il tremendo dolore alla gola che non passava in nessun modo.

Essendo una malattia virale non esiste una terapia, gli antibiotici non sono solo inutili ma dannosi, basta stare a riposo finché la scocciatura non è regredita e poi si può tornare a scuola o al lavoro senza problemi.

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2 thoughts on “Mononucleosi con i bambini e a scuola”

  1. Nadia says:

    La mononucleosi é una malattia che continua ad essere sottovalutata. Dopo averla contratta, é necessario un monitoraggio della durata di 10 anni circa per verificare le funzionalità fegato e reni in primis. Se vi capita, cercate un buon immunologo e ascolatate anche la consulenza di un esperto allopatico e medicina olistica in materia di fegato…e, se siete lettori, leggete il libro di Moritz sul fegato: in esso, ad un certo punto, vi sarà chiaro perché questa malattia andrebbe ridenominata “del bacio killer”.

    1. Mamma e Donna says:

      Tutte le malattie virali hanno possibili complicanze, sicuramente meglio tenere monitorato il tutto (anche se i medici non ne parlano). Il problema è che il contagio è talmente facile, sia da ragazzi/adulti, sia da bambini nelle comunità, che non prendersela è raro…

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