Donne,  Famiglia

Nessuno può mettere la zia in un angolo!

Il momento in cui viene comunicato che diventerai zia non si scorda mai.

Nel mio caso è avvenuto al telefono, durante una conversazione disturbata.

Tanto che la pausa fra “diventi zia!” e il mio “è una femmina!” dev’essere stato scambiato per autentica commozione.

In realtà, avevo compreso solamente suoni confusi.


Dopo qualche secondo di riflessione, identificai quelle sillabe nella frase sopra riportata.

Non sono una persona che si commuove facilmente, e in quel momento non feci eccezione.

Anzi, dopo aver conversato un po’ con mio fratello e aver ribadito quanto sostenuto in un primo momento (un fiocco rosa assicurato) ne rimasi infastidita: perché non aspettare un giorno e darmi la notizia di persona?

Avrei visto la mia famiglia il pomeriggio successivo.

Regola numero uno da rispettare nel momento in cui state per rendere zia un’altra persona: date l’annuncio dal vivo, a meno che non ci sia di mezzo una trasferta di lavoro in Cina.

Niente pacchettini misteriosi contenenti cucci o scarpine, t-shirt a tema o torte con scritte rilevatrici.

I nonni amano queste sorprese, le zie sono molto più pratiche. Un bacio, un abbraccio e tutto sarà meraviglioso!

Se la futura zia in questione non ha figli, come la sottoscritta, sarà molto curiosa di conoscere l’evolversi di ecografie o esami medici.

Magari avrà già una preparazione di base grazie ai numerosi nipoti acquisiti figli di amiche, ma un nipote di sangue è un’altra cosa.

Regola numero due: rendete partecipe questa zia nascente, specie se vi farà qualche domanda a riguardo.

Io non avrei passato il sabato sera a guardare il DVD della prima ecografia, ma se la futura mamma avesse avuto un appuntamento medico di poca importanza tale da non dover coinvolgere necessariamente mio fratello, l’avrei accompagnata più che volentieri.

Provate: leggerete immediatamente in faccia a vostra sorella o vostra cognata se la cosa possa farle piacere o no.

E poi sarà un’occasione per fare quattro chiacchiere fra donne, specie se lo stile di vita differente non vi permette di frequentarvi con regolarità durante l’anno.

Lo shopping prima della nascita. Ah, lo shopping!

Croce e delizia di ogni donna, anche qui vale l’idea di coinvolgere e testare.

Regola numero tre: dopo gli acquisti più importanti da condividere col futuro papà, ci sarà sempre un negozio del centro commerciale in cui vorrete vedere l’ennesima copertina a ranocchie o un vestito da Barbie Principessa in caso di un invito inaspettato da Buckingham Palace.

Dopo una prima retata con la vostra migliore amica, la futura zia sarà probabilmente felice di accompagnarvi.

Forse ne uscirà provata dall’esperienza a causa della presenza di numerosi e vivacissimi bambini altrui poco pazienti, ma io qualche giro per negozi lo avrei fatto volentieri.

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Il primo regalo a un nipotino non si scorda mai: e poi, ammettiamo, in quel periodo un peluche di Minnie da sistemare nella mia nuova auto sarebbe stato un ottimo investimento!

Più la nascita si avvicina, più il ruolo della zia viene messo in secondo piano.

Saranno momenti da condividere principalmente col futuro papà, ma in tutto quel tempo passato forzatamente a riposo una chiacchierata e un film da vedere in compagnia potrebbe essere un ottimo diversivo.

Regola numero quattro: a breve il tempo da trascorrere spensieratamente fuori casa si ridurrà, perché non approfittarne per provare quel nuovo ristorante o un bel film interessante al cinema?

Magari chiedete alla futura zia di consigliarvene uno da vedere insieme.

Anche il futuro marito potrebbe approfittarne per un’allegra bevuta fra amici, a breve la vita verrà stravolta anche per lui!

Ci siamo! E’ il momento! L’ospedale, la sala parto ed eccovi sul display la prima foto del vostro primo nipotino!

Che tenerezza!

Il messaggio o telefonata di congratulazioni è d’obbligo, così come chiedere al neo papà quando e se passare a trovare tutti in ospedale.

Regola numero cinque: zie, non datelo per scontato! I parti non sono tutti uguali, così come le neo mamme.

Ho amiche che mi avevano detto esplicitamente come tenessero a una visita in reparto, e altre che preferivano la quiete di casa a dimissioni avvenute.

Vostra sorella o vostra cognata non sarà diversa.

Non date per scontato nulla, nonostante il forte legame di parentela.

Meglio una domanda e una dimostrazione di sensibilità in più che una in meno!

A meno che non abbiate già esperienza coi bambini, probabilmente la vista di quel frugoletto con poche ore di vita di terrorizzerà.

Io mi avvicinai a mia nipote ma non volli tenerla in braccio, mi sentivo impacciata e invadente.

Ma se la neo zia osserva la vostra creatura con gli occhi a cuoricino e a voi fa piacere, regola numero sei: chiedete se voglia tenerla inbraccio!

Al massimo vi sentirete rispondere un educato “grazie, preferisco di no perché non so come fare!” e nessuno se la prenderà.

Arriverà anche il momento delle zie!

Una volta a casa e creato una routine per il nuovo arrivato, la domanda sorge spontanea: ogni quanto andare a trovare la nuova famigliola?

Regola numero sette: ditelo, senza nessun problema!

Ci sono famiglie riunite ogni domenica a pranzo, altre lontane, o con orari scombussolati.

Nel mio caso mi era stato detto, molto serenamente, “passa quando vuoi!” e io domandavo sempre per conferma almeno un’ora prima del mio presunto arrivo.

Se i neo-genitori preferiscono altre modalità, ditelo!

La nuova zia sarà probabilmente così impaurita da quanto cambiamento comporti un neonato, che non si stupirà di sentirsi dare giornate o orari ben precisi.

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E quando il nipotino inizia a crescere?

Regola numero otto: non arroccatevi dietro alla vostra posizione di mamma e papà!

Sicuramente il vostro ruolo è unico, vitale, meraviglioso.

Ma non snobbate la povera zia convinti che non sappia fare nulla di utile.

Forse non amerà giocare con lo xilofono per un’ora di fila, ma potrebbe farle piacere stendersi sul tappeto mezz’ora col nipotino che prova a gattonare.

Non metteteglielo in braccio a tutti i costi, o dare per scontato non sappia fare qualcosa.

Entrambe le cose sono estremamente irritanti.

In special modo, se come detto la suddetta zia non ha figli, evitate di far partire un coro da stadio “… e allora zia quando me lo fai un cuginetto?!” perché è stata la cosa che mi ha fatto allontanare da mia nipote quando era molto piccola.

Una ola idiota composta in primis dai nonni, a quanto pare desiderosi di costellare il proprio albero genealogico di una progenie numerosa.

Così come vi avranno ferita i commenti “e un figlio quando lo fai?” e prima di “…e un fratellino quando glielo dai?”, sappiate che la variante sul tema nominando“un cuginetto” è esattamente la stessa cosa. Non fatelo!

E perché vi rimanga ben in mente, la farò diventare la regola numero nove.

Chiudiamo in bellezza con la regola numero dieci?

Di zie ne è pieno il mondo, da chi è una seconda mamma a chi ricorda a stento il nome dei propri nipoti.

Basterà poco per capire in quale categoria inserire la nuova zia, spaziando anche in chi, come me, si sente coinvolta coi nipoti man mano che crescono.

Non ho affinità con i neonati, ma mi piacciono i bambini più grandicelli con cui fare qualche marachella insieme.

Nulla di grave, ma quale zia non permetterebbe un sacchetto di patatine in più al proprio nipotino durante un pomeriggio in piscina?

O di saltare sul proprio letto con la promessa “ma non dire niente a mamma e papà?!”

Essere mamme e papà è un’avventura meravigliosa, essere zia lo è altrettanto, per questo l’importante è ricordare la regola più importante di tutte: “nessuno può mettere la zia in un angolo!

Sara “The Spritzy Witch – La strega spritzettara”

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